lunedì 13 giugno 2011

PRIEST - Il Prete

Contaminazione è la parola che meglio riesce a riassumere Priest, trasposizione cinematografica di una gaphic novel coreana in Italia non molto conosciuta.
Il film è un'enorme accozzaglia di rimandi a qualsiasi altro genere cinematografico che ha l'unico pregio di funzionare bene sul grande schermo grazie alla spettacolarità degli effetti speciali e all'uso del 3D che aggiunge qualcosa in più ai soliti action horror in stile Van Helsing.
In un non meglio precisato futuro la Chiesa ha creato un corpo di sacerdoti guerrieri per sconfiggere il dominio di una terribile razza di vampiri che stava per soggiogare l'intera umanità. Questi ninja di Dio paiono aver sconfitto ogni essere malefico ponendo fine alla guerra. Gli esseri umani, ora vivono in città cupe sotto una proibitiva dittatura imposta dai membri del clero.
Questo apparente equilibrio viene scosso dall'attacco da parte di alcuni vampiri del fratello di uno dei più valorosi preti guerriero. Per cercare di soccorrere sua nipote, rapita dalle entità malefiche, il Prete (Paul Bettany) si ribella alla Chiesa per intraprendere una sua personale crociata accompagnato dal fidanzato della nipote (Cam Gigandet), un giovane sceriffo dal grilletto facile e una ex sacerdotessa (Maggie Q).
Dicevamo che la pellicola pur funzionando per la sua spettacolarità appare colma di riferimenti ad altri generi e soprattutto di idee direttamente attinte da altri film.
Le ispirazioni più evidenti arrivano innanzitutto dai film western di Sergio Leone e ciò si vede nell'ambientazione, che si svolge in questo futuro post apocalittico raffigurato come il far west di Bravestarr, dove gli scheriffi ascoltano la musica col grammofono ma sparano con pistole prese dalla serie di giocattoli TH3.
Anche certe inquadrature fanno molto western, con primi piani estremi sul cappello del cattivone di turno, identico a quello di Clint Eastwood. Immancabile poi la scena di assalto al treno, resa con grande maestria visiva.
I cavalli sono però sostituiti da mastodontiche moto a reazione che montano una turbina enorme all'altezza del fanale (mi chiedo cosa succede se lì dentro viene aspirata una rondine!!!) capaci di raggiungere velocità superiori ai 300 km/h che vengono disinvoltamente guidate senza nemmeno un casco jet.
Altri richiami si possono trovare alle pellicole della saga di Alien vista la somiglianza dei vampiri con le creature di Giger. Scordiamoci di vedere il Dracula in mantello perchè i principi della notta sono stati reinterpretati come delle sorte di mutanti governati da una regina che vivono in degli alveari costruiti con le loro secrezioni e con le ossa delle loro vittime...non ricorda nulla vero?
Visivamente poi qualsiasi futuro post apocalittico deve molto a Mad Max, e anche questa pellicola non fa eccezione su questo punto.
Torno però a ribadire che nonostante questi pseudo plagi Priest si lascia vedere perchè dopo un inizio lievemente lento, che viene però ben introdotto dal bellissimo prologo realizzato con strumenti di animazione, acquista un suo ritmo. Purtroppo la dinamica si ribalta non appena si fa la conoscenza del villain di turno (Karl Urban), totalmente privo di karisma, relegato ad un ruolo più che scontato e perfino poco espressivo.
Gli effetti speciali fanno larghissimo uso della computer graphic con vampiri digitali che succhiano sangue digitale, espoldono rivelando budella digtali e sbavano bava digitale più di un bulldog (reale).
Effetti tutto sommato pregevoli, ma comunque al di sotto di certe produzioni.
A deludere poi il finale, quasi improvviso, scontatissimo e aperto all'inevitabile sequel che si valuterà una volta fatti i conti con gli incassi di questo primo capitolo.
Considerato che gli effetti speciali non ci stupiscono più e che personalmente non amo il 3D direi che di questo Priest non se ne sentiva proprio il bisogno.
A mostrarci la Chiesa in veste tamarra ci aveva già pensato Sommers col già citato Van Elsing e Priest arriva quasi otto anni dopo aggiungendo solo la stereovisione e nient'altro di rilevante.
Un Gioppe solo per la cura dei dettagli.

2 commenti:

  1. Se fossero i Vampiri il bene che prova a liberarci da preti pedofili e faccendieri?

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  2. il messaggio finale è proprio quello

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